I tassi infortunistici servono ma le classifiche ingannano

8 Giu, 2026 | Normativa, Pillole, Prevenzione, Rischi Lavorativi, Sistema Informativo Prevenzione

Pillole di conoscenza su prevenzione e tutela dei lavoratori

Quando si parla di infortuni sul lavoro, circolano spesso classifiche regionali basate sui tassi di denuncia. Sono dati utili, perché semplici e replicabili, ma ingannevoli.

Il tasso che presentiamo ha una base normativa, forse l’unico a livello nazionale, perché costruito applicando i criteri dell’indicatore P07Ca del Nuovo Sistema di Garanzia dei LEA, istituito dal DM 12 marzo 2019.

Il calcolo è semplice e i dati di base sono volutamente pubblici: Open Data Inail e occupati ISTAT delle forze lavoro. A numeratore sono considerate le denunce avvenute nei luoghi di lavoro, escludendo gli infortuni in itinere e quelli con mezzo di trasporto, mentre a denominatore gli occupati ISTAT, al netto della cassa integrazione. Il risultato è espresso per 1.000 occupati.

Questi tassi descrivono il fenomeno, ma sono ingannevoli se usati come classifica, perché Regioni con settori produttivi diversi, diversa emersione e diversa composizione delle imprese non sono confrontabili solo guardando il livello del tasso.

Infatti il Nuovo Sistema di Garanzia non usa P07Ca per costruire una classifica dei tassi regionali. Usa quel tasso per misurare la variazione nel tempo. In particolare si usa il confronto dell’ultimo anno per cui sono disponibili dati con l’anno precedente.

La scheda P07Ca prevede che l’obiettivo sia raggiunto se il tasso non aumenta; un aumento non statisticamente significativo non è considerato incremento. Quando invece l’aumento è statisticamente significativo, il dato segnala che l’obiettivo P07Ca non è raggiunto e che la variazione deve essere approfondita.

Il tasso resta un indicatore grezzo e non dice da solo quali comparti, aziende o rischi abbiano prodotto la variazione. Ma proprio per questo è utile: non chiude la discussione, la apre.

La prevenzione non può ridursi ad adempimento. Deve diventare apprendimento continuo fondato sui dati.

Come sempre i dati possono essere ricavati da archivi pubblici ed elaborati autonomamente

www.opendatainail.it

www.esploradati.istati.it

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