Pubblichiamo ulteriori considerazioni sulle tecniche di misura e i valori limite relativi alla valutazione dell’esposizione professionale all’Amianto:
Applicare il DL.gs 213/25: alcune considerazioni sulle tecniche di misura e sui valori limite.
A cura di Giulio Andrea Tozzi e Susanna Cantoni
SINTESI DEL DOCUMENTO:
Le recenti modifiche legislative europee e italiane ridefiniscono la gestione dell’amianto nei luoghi di lavoro.
- Nuovi limiti di esposizione: Dal 2026, il valore limite è 0,01 fibre/cm³, con obbligo di microscopia elettronica dal 21/12/2029.
- Metodi di misura: Fino al 2029 si potrà usare la microscopia ottica (MOCF), poi solo quella elettronica per rilevare anche le fibre più sottili.
- Iter legislativo complesso: Il percorso ha visto posizioni divergenti tra Stati, datori di lavoro e lavoratori, con compromessi su tempi e tecniche.
- Incertezze operative: La MOCF presenta limiti di accuratezza e rischi di sottostima dell’esposizione reale.
Considerazioni sulla Microscopia Ottica a Contrasto di Fase per la misura dei valori limite di esposizione ad Amianto.
A cura di Sonia Vitaliti, Direttrice del Laboratorio di prevenzione dell’ATS di Milano.
SINTESI DEL DOCUMENTO:
La misurazione delle fibre di amianto richiede tecniche sempre più sensibili e precise:
- Limiti di esposizione: I limiti europei si basano sulla tecnica di misura e sulla dimensione delle fibre considerate.
- Microscopia elettronica vs ottica: SEM e TEM possono rilevare fibre più sottili rispetto alla MOCF (PCM), portando a conteggi più elevati sullo stesso campione e consentono di determinare la composizione mineralogica delle fibre.
- Sensibilità dei metodi: La MOCF non ha sensibilità sufficiente per rilevare concentrazioni molto basse (10 ff/L), diversamente da SEM e TEM.
Queste informazioni sono fondamentali per migliorare la prevenzione e la gestione del rischio amianto nei luoghi di lavoro.

