Un mondo libero dal Tabacco per evitare 7 milioni di morti l’anno. E’ guerra alle multinazionali. OMS: “Sono un motore di povertà, con loro nessun accordo è possibile”

L'industria del tabacco è un motore di povertà, legato al lavoro minorile, alla violazione dei diritti dei lavoratori, all'insicurezza alimentare e allo sfruttamento degli agricoltori".

12 MAR - La 17° “Conferenza Mondiale Tabacco o Salute” per la prima volta si è svolta in Africa, a Città del Capo, ha prodotto una Dichiarazione sottoscritta dagli stati membri OMS confermando il fatto che l'epidemia di Tabacco rappresenta una delle più grandi minacce per la salute pubblica che il mondo abbia mai affrontato. Il consumo di tabacco uccide più di 7 milioni di persone ogni anno e la stragrande maggioranza di questi decessi avviene nei paesi a basso e medio reddito. Il costo economico globale del Fumo ammonta a circa 2 trilioni di dollari e al 2% del PIL mondiale nel 2016. Il tabacco mina anche lo sviluppo sostenibile, imponendo un enorme onere per l'economia globale, esacerbando la povertà, contribuendo all'insicurezza alimentare e danneggiando l'ambiente.

L’OMS dichiara:c’è un conflitto inconciliabile tra la produzione e la commercializzazione dei prodotti del tabacco e il diritto alla salute”.

E ancora: “L'industria del Tabacco è un motore della povertà, legato al lavoro minorile, alla violazione dei diritti dei lavoratori, all'insicurezza alimentare e allo sfruttamento degli agricoltori. I governi africani devono intraprendere azioni concrete e urgenti per attuare mezzi di sussistenza alternativi”.

Douglas Bettcher, direttore del Dipartimento per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili dell'OMS, ha dichiarato: "La convenzione quadro mondiale per il controllo del Tabacco (FCTC) ha svolto un ruolo fondamentale. La regolamentazione è uno strumento sottoutilizzato che ha invece un ruolo fondamentale nel ridurne il consumo. L'industria del tabacco ha goduto per anni di poca o nessuna regolamentazione. Ora bisogna porre fine al "regno" dell'industria del tabacco. Le sigarette sono tra i pochi prodotti di consumo apertamente disponibili e non regolamentati in termini di contenuti, caratteristiche di progettazione ed emissioni".

Così spiega Vinayak Prasad, direttore del progetto Tobacco Free dell’Oms: "La mancata regolamentazione rappresenta un'occasione persa in quanto è uno strumento prezioso che integra altri interventi di controllo del tabacco collaudati, come l'aumento delle tasse e la garanzia di ambienti senza fumo".

La Dichiarazione dei Città del Capo, si articola in 27 punti e parte dall’affermazione che “la produzione, la commercializzazione e la vendita di tabacco sono incompatibili con il diritto alla salute dell'uomo”.

Il concetto di diritto a un mondo senza tabacco, come si legge nel Documento, implica l'obbligo degli Stati di affrontare le implicazioni dei diritti umani sull'intero ciclo di vita della coltivazione del tabacco, sulla produzione, commercializzazione, distribuzione, consumo e post consumo, compreso il lavoro minorile, violazioni dei diritti dei lavoratori e dei diritti di popolazioni speciali e distruzione ambientale. E concorda sul fatto che la produzione, la commercializzazione e la vendita di tabacco siano incompatibili con altri obblighi in materia di diritti umani che gli Stati hanno accettato ratificando la FCTC sui diritti umani come il diritto alla vita, alla salute, comprese le condizioni di lavoro sicure e salutari, i diritti dei bambini, compresa la protezione dei bambini nella produzione di tabacco e dalla pubblicità, e i diritti delle donne, compresa la protezione dall'impatto del fumo sulla gravidanza.

I principi guida delle Nazioni Unite per le imprese e i diritti umani richiedono la cessazione della produzione e della commercializzazione del tabacco. Le compagnie del Tabacco non possono essere partner nei programmi di tutela della salute pubblica. La recente esperienza di una Fondazione finanziata da Philip Morris International “per un mondo privo di fumo” è prova della necessità di contrastare le iniziative dell'industria del tabacco in quanto le relazioni pubbliche servono a far avanzare i loro interessi aziendali contrari ai diritti umani del pubblico.

La Dichiarazione fa appello agli Stati perché aderiscano ai trattati che affermano il Diritto alla Salute. Occorre continuare a lavorare con il Segretariato della FCTC su misure concrete per eliminare la protezione di cui l'industria del tabacco ha goduto per oltre mezzo secolo. Fa anche appello ai Governi che partecipano ai negoziati del G7 e del G20 e ai negoziati commerciali multilaterali per escludere esplicitamente l'industria del tabacco dai benefici di qualsiasi trattato commerciale, ed esorta governi, scienziati, enti di ricerca, fondazioni e organizzazioni della società civile a rifiutare o interrompere la collaborazione con la Fondazione “Per un mondo senza Fumo” finanziata da Philip Morris International e con analoghe iniziative di relazioni pubbliche finanziate dall'industria del Tabacco.

12 marzo 2018